Vai al contenuto principale

Ambiente e innovazione. L'innovazione può portare benefici al pianeta
Responsabilità ecologica e responsabilità economica sono più simili di quanto si possa pensare. Entrambe rifiutano lo spreco e l'inefficienza mentre accolgono la nozione di gestione eco-responsabile delle risorse, secondo il modello di crescita formulato nel concetto di sviluppo sostenibile. Uno sviluppo che si basa sull’innovazione.

Il progetto Global Innovation Outlook di IBM ha rivelato che alcune delle idee più innovative e promettenti per la riduzione dello spreco e la gestione delle risorse naturali provengono dalla comunità economica. Il sistema produttivo puo' avere una profonda influenza sul pianeta senza sacrificare la crescita, ma anzi sostenendola, considerando la variabile ambientale fin dalla fase progettuale ed adottando le tecnologie moderne a basso impatto ambientale, oggi disponibili.
Il secondo Global Innovation Outlook di IBM ha impegnato le diverse competenze e punti di vista di 250 intellettuali, provenienti dal mondo economico, accademico e politico, inclusi i migliori ricercatori e consulenti di IBM. Il report finale, rilasciato all’inizio del 2006, ha evidenziato intuizioni collaborative in tre campi: il futuro dell'azienda, trasporti e mobilità, l'ambiente e le tecnologie ecoefficienti.
Nuovi modi di pensare ai rifiuti
Uno dei problemi ambientali più urgenti è cosa fare con le crescenti quantità di prodotti di scarto che si stanno accumulando in tutto il mondo; molti di essi sono rifiuti elettronici come componenti di computer e telefoni cellulari. Questo problema non potrà che peggiorare man mano che paesi come la Cina, l'India ed il Brasile raggiungeranno l'economia globale e miliardi di nuovi consumatori di ceto medio emergeranno. Per contrastare l'accumulo indiscriminato di questi scarti è necessario sviluppare strategie adeguate e comuni a tutto il mondo economico.
Le Nazioni Unite stimano che ogni anno nel mondo vengano generati dai 20 ai 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettrici e elettronici.
Ridefinire il progetto del prodotto
Tradizionalmente, la maggior parte del tempo, del denaro e dell'impegno dell'attività di ricerca e sviluppo è orientata alla fase iniziale del ciclo di vita di un prodotto, ovvero alla sua  composizione. Ma progettare avendo presente la cosiddetta “fine vita” consente ai produttori di esplorare nuovi ingredienti e processi innovativi.. Già oggi  cominciamo a vedere prodotti come telefoni cellulari fatti di bioplastiche a base di granturco (NTT DoCoMo e NEC), lavatrici senz'acqua (Sanyo), e-paper a risparmio energetico (Fuji Xerox).

Gli esperti suggeriscono che progettare considerando la fase a valle del processo produttivo, consente ai produttori di avere una visione più completa dei loro prodotti e quindi di affrontare modularmente ogni singolo aspetto come concentrarsi sulle parti che hanno davvero bisogno di essere aggiornate, riducendo il numero di nuovi rilasci del prodotto. Ad esempio se la maggior parte dei componenti di una macchina fotografica digitale non cambiano, perché allora non progettare macchine fotografiche in cui la piccola percentuale che realmente subisce modifiche possa essere facilmente espulsa e sostituita con nuovi componenti e nuove caratteristiche? Questa strategia potrebbe incoraggiare ulteriori innovazioni del prodotto, limitando, nel contempo, gli aspetti più discutibili dell'obsolescenza pianificata.

Oltre la “reverse supply chain”
La "reverse supply chain" è un concetto che sta diffondendosi rapidamente. Le imprese trovano modi inaspettati di ridurre i costi, riutilizzando parti usate.
La Nike, ad esempio, preleva le suole di gomma da calzature riciclate e le trasforma in materiali di superficie per campi da gioco ed altri impianti sportivi. La Kodak e la Fuji rigenerano entrambe le proprie macchine fotografiche "usa e getta", dopo che la pellicola è stata rimossa e sviluppata.

Ma perché non sviluppare ulteriormente l'idea e realizzare una massiccia riduzione dello spreco attraverso nuove relazioni di collaborazione all'interno e attraverso gli ecosistemi? Le aziende potrebbero collegare le proprie “reverse supply chain” in “reverse supply networks“, mediante le quali scambiarsi componenti usati e sottoprodotti industriali.

Gli esperti osservano che alcune aziende in Cina stanno già studiando la possibilità di utilizzare effluente trattato per favorire l'estrazione del petrolio e suggeriscono che l'acqua usata per raffreddare l'acciaio nel processo di produzione potrebbe, una volta calda, essere convogliata alle fabbriche di birra per contribuire al processo di fermentazione.

Trasformare le discariche in miniere d'oro
Gli esperti stimano che la quantità di alluminio presente nelle discariche del Nord America superi in peso la quantità di metallo che è rimasto nella terra. Lo stesso è vero, probabilmente, per rame e oro. E se allora le discariche venissero viste come miniere in superficie?

Gli esperti suggeriscono che scavare attraverso i milioni di tonnellate di rifiuti, che si stanno accumulando sulla superficie del nostro pianeta, potrebbe non essere così inverosimile. Come ha osservato Fernando Toledo, della azienda mineraria cilena Codelco: "La mia società ha demolito montagne per ottenere il due per cento di rame. Sono sicuro che se scavassimo nelle discariche, potremmo recuperare più del due per cento."

Anche se esistono degli ostacoli, come la problematica delle emissioni di metano derivanti dalla demolizione delle discariche su larga scala, trasformare il nostro materiale elettrico ed elettronico di scarto nei componenti e materie prime, che lo costituiscono,  potrebbe presto essere possibile.

Pianificazione delle risorse ambientali
Strategie per affrontare la scarsità d’acqua ed energia elettrica
Le questioni relative alla pianificazione e limitazione delle risorse, per quanto importanti in un sistema ormai globale, si presentano spesso come posizioni politiche non trattabili. Nonostante ciò, i partecipanti al GIO (Global Innovation Outlook) 2.0 hanno delineato poche ma specifiche soluzioni che potrebbero indicare la strada per la risoluzione e la collaborazione nell’uso delle risorse.

Potente microalimentazione
Nell'ultimo decennio, la California non ha costruito nuove centrali elettriche, ma ha aumentato di sei gigawatt la propria produzione energetica attraverso soluzioni di microalimentazione, ovvero fonti di energia domestiche o su piccola scala, come quelle eolica e solare. Questa quantità di energia è pari a quella totale prodotta dalle centrali nucleari dello stato.

La microalimentazione è spesso considerata la migliore soluzione energetica per le aree rurali—specialmente nei paesi in via di sviluppo—dove non è disponibile alcuna rete energetica centralizzata. Ma sta anche diventando una fonte energetica supplementare nei paesi sviluppati, perché è più affidabile rispetto alle antiquate e sovraccariche reti.

Nei paesi in via di sviluppo, la microalimentazione non è solo una fonte energetica, è un catalizzatore per la modernizzazione. Nei villaggi indiani, ad esempio, la microalimentazione permette il funzionamento di infrastrutture basilari, come le telecomunicazioni e i servizi finanziari. Per molti paesi in via di sviluppo, è il primo passo verso la stabilità economica.
Da 1.7 a 2.0 miliardi di persone non hanno accesso all'elettricità e altri 2 miliardi di persone si trovano in una situazione di grave carenza.
Utilizzo sostenibile dell'acqua
Il pozzo idrico globale non è ancora secco, ma in molte parti del mondo scarseggiano provviste sicure di acqua fresca. Per affrontare questo problema, il settore privato potrebbe guidare la progettazione di nuovi processi per l'utilizzo sostenibile dell'acqua; specialmente quelle aziende che stanno sviluppando nuove opportunità commerciali in nazioni con problemi idrici. In queste regioni i costi operativi sono generalmente più bassi, quindi le aziende potrebbero studiare nuovi metodi di riutilizzo dell'acqua o proporre tecniche per filtrare e purificare gli effluenti in modo più efficace sul piano dei costi.

Responsabilità personale, delle imprese e dei governi
Le responsabilità a tutti i livelli sono sempre più personali poiché le sfere in cui vengono esercitate continuano a sovrapporsi ed intersecarsi. Che agiscano come consumatori, produttori, cittadini, funzionari, impiegati o datori di lavoro, gli individui hanno la responsabilità di comprendere i problemi e gli interessi che influiscono sull'ambiente e sulla sua salute. Raggiungere questa comprensione richiederà una maggiore comunicazione e programmi più trasparenti per consentire la massima partecipazione e un impatto positivo.

Modificare il modo di legiferare
A chi spetta la responsabilità finale di guidare l'adozione di tecnologie pulite sotto il profilo ambientale? Ai governi, ai produttori, ai venditori o agli utenti finali?

Da quando sono entrate in vigore le direttive dell'Unione Europea sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche di scarto (WEEE) e sulle restrizioni delle sostanze pericolose (RoHS), che rendono i produttori legalmente responsabili per il riciclaggio e lo smaltimento dei prodotti elettrici ed elettronici, molti produttori hanno iniziato a sviluppare nuovi processi e prodotti che riducono significativamente l'impatto ambientale.

Tuttavia, mentre alcuni esperti ritengono che la regolamentazione governativa stia stimolando la massima innovazione attorno alla composizione e al disassemblaggio dei prodotti, altri pensano che la regolamentazione possa in realtà ostacolare l'innovazione. Molti leader industriali credono che sia necessario un collegamento più stretto tra aziende e governi nella determinazione degli approcci atti a tutelare al meglio i rispettivi interessi dell'industria e della società. Se, ad esempio, i leader delle aziende fossero invitati ad affiancarsi ai politici ed ai rappresentanti dei cittadini, insieme potrebbero formulare protocolli in grado di bilanciare in modo realistico interessi complementari e divergenti. La giurisdizione europea, ma non solo, ha già sviluppato lo strumento che istituzionalmente risponde alle istanze degli imprenditori. Ovvero la possibilità di sottoscrivere degli “Accordi Volontari” che vincolano su un determinato progetto o su un obiettivo di interesse generale le varie parti in gioco (imprese, autorità, cittadini) al pari di un obbligo di legge, con la sostanziale differenza di averne concordato i contenuti.

Modificare il modo di consumare
Gli esperti ritengono che, se le persone fossero più consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni—come le emissioni prodotte quando accendono la luce o che fine fa il cellulare che hanno appena gettato nell'immondizia—probabilmente prenderebbero decisioni per far evolvere economia e società in modo più sostenibile.
Informazioni sugli ingredienti. Il progetto STATIC di Swedish Interactive Institute ha realizzato il prototipo di alcuni oggetti domestici di uso quotidiano per aumentare la consapevolezza di utilizzo dell'energia, allo scopo di modificare il "comportamento energetico” degli utenti. Questi oggetti vanno  dalle piastrelle della doccia, decorate con disegni che scompaiono con l'utilizzo dell'acqua calda, alla presa di corrente multipla "intelligente" che indica l'utilizzo dell'energia mediante impulsi luminosi.

I consumatori e i titolari di aziende potrebbero apprezzare informazioni integrate, in tempo reale, sull’utilizzo di elettricità, combustibile e acqua, per essere stimolati a ridurne i consumi.

Leggere l'etichetta: consumo consapevole delle risorse
Conoscere i materiali con cui gli strumenti elettronici e gli elettrodomestici sono costruiti potrebbe modificare le decisioni d'acquisto dei consumatori, allo stesso modo in cui controllare la quantità di grasso, colesterolo o sale di un prodotto alimentare li induce a scegliere un articolo piuttosto che un altro? Gli esperti ritengono che dichiarare i materiali contenuti nei prodotti elettrici ed elettronici potrebbe condizionare i costruttori a cercare materiali innovativi che rispettano l'ambiente, proprio come le etichette nutrizionali hanno incoraggiato i produttori di alimenti a ripensare i propri ingredienti per attrarre i consumatori attenti alla salute.

Approfondimenti
IBM Global Innovation Outlook
GIO 2.0
Leggi il report 2.0 completo (in inglese, 5.57MB)
Novità
Leggi il blog GIO
IBM e l’ambiente
IBM's commitment to the planet (US)
All'avanguardia dell'innovazione che conta
Idee da IBM
Scarica Adobe® Reader®
   
 
I nomi di altre società, prodotti e servizi possono essere anch'essi marchi registrati appartenenti a terzi.