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IBM SOFTWARELAND

IBM Softwareland

IBM SOFTWARELAND


OPEN MIND, GREEN SOFTWARE

 


Monza, Villa Reale

Giovedì, 18 settembre 2008


 

Riduzione dei costi, risparmio energetico, ottimizzazione delle risorse disponibili: tre esigenze che un'azienda deve soddisfare per raggiungere obiettivi di crescita sostenibile a salvaguardia del pianeta.

Integrazione, interoperabilità, supporto agli standard aperti: tre caratteristiche che una piattaforma Open deve possedere.

IBM Softwareland è un evento speciale dedicato all'offerta Software IBM: nella splendida cornice della Villa Reale di Monza, tra l'arte, la storia e i giardini di una dimora regale, esperti e relatori di fama internazionale approfondiranno due importanti argomenti in ambito IT - l’open e il green – ed esploreranno il mondo del Software IBM con i suoi 5 brand: Information Management, Lotus, Rational, Tivoli, WebSphere.

 

IBM E IL GREEN

L’impegno di IBM per il rispetto dell'ambiente e per il risparmio energetico risale al 1971, quando l’azienda di Armonk elaborò un regolamento interno dedicato all'impatto ambientale. Oggi, i programmi di IBM di gestione dei problemi legati all’ambiente includono la definizione di obiettivi di efficienza energetica per tutte le attività della compagnia, con particolare riguardo all’efficienza energetica dei propri prodotti. Le politiche aziendali contribuiscono a ridurre le emissioni di gas-serra derivanti dai processi di produzione, incoraggiano l’impiego di sistemi di trasporto energeticamente efficienti, supportano i programmi di pendolarismo dei dipendenti e promuovono l’acquisto di energia rinnovabile. Tali acquisti di energia supportano lo sviluppo di tecnologie per la generazione di elettricità che hanno un impatto minimo o nullo sul fenomeno del riscaldamento globale e aiutano a ridurre anche le emissioni di anidride carbonica della compagnia.


Nel 2007, IBM ha annunciato il “Progetto Big Green”, di aver destinato 1 miliardo di dollari all’anno e mobilitato tutte le risorse aziendali per aumentare in modo sostanziale il livello dell’efficienza energetica dell’IT. Il progetto include nuovi prodotti e servizi che consentiranno alla stessa IBM e ai propri clienti di ridurre notevolmente i consumi di energia nei data center, trasformando le infrastrutture tecnologiche del mondo, pubbliche e private, in "green" data center. I risparmi previsti sono elevati: in un data center di circa 2.500 metri quadrati di superficie si potrebbe risparmiare fino al 42% sui consumi di energia. Se ci si basa sul mix energetico presente negli Stati Uniti, questi risparmi equivalgono a evitare l’emissione di 7.439 tonnellate di carbonio all’anno. L’iniziativa comprende anche un nuovo gruppo di lavoro mondiale al quale partecipano più di 850 specialisti di efficienza energetica di IBM.

IBM “Software for a Greener World”, annunciato a maggio 2008, è la seconda fase del progetto Big Green e consiste in nuove strategie, nuovi progetti e nuove soluzioni software che garantiscono vantaggi concreti, anche in termini di riduzione significativa dei costi, focalizzandosi su tre aree principali: le persone, i carichi di lavoro e le infrastrutture.

Spesso non si comprende appieno come alcune tecnologie permettano di modificare necessità e abitudini lavorative degli individui, che a causa del pendolarismo verso i propri uffici, dei viaggi di lavoro dei training meeting contribuiscono all’inquinamento globale. Le diverse soluzioni software di IBM – quali Lotus Sametime, Rational e Websphere – consentono lo svolgimento di conferenze via Web senza limitazioni logistiche, la connessione tra team fisicamente distanti che possono condividere esperienze e capacità e sessioni di training personalizzate disponibili on demand nei tempi desiderati. Tutto ciò porta ad un drastico calo dei trasferimenti legati a questioni lavorative con un conseguente risparmio energetico ed economico (le piattaforme collaborative fanno sì che il 42% dei 350.000 dipendenti di IBM possa lavorare spesso da casa, mentre ogni singolo cliente di Big Blue risparmia fino a 70 mila $ per ogni evento grazie a questi strumenti avanzati).

Le soluzioni software citate permettono anche di ottimizzare la gestione dei processi di lavoro e delle applicazioni, quantificando il loro reale utilizzo e identificando le aree di spreco. Attraverso strumenti di monitoraggio e dematerializzazione dei documenti è possibile incidere efficacemente sulle emissioni di CO2, sul consumo ingiustificato di energia e sulla necessità di immagazzinare documenti cartacei (con una riduzione di costi nell’ordine del 25-40%).

Importanti interventi possono infine riguardare l’infrastruttura IT attraverso tecniche avanzate di virtualizzazione, di consolidamento e ottimizzazione di flussi di lavoro e delle esigenze di storage, garantendo in tal modo un consistente risparmio energetico e di spazi occupati all’interno delle strutture (40-50% di spazio in meno e 30% di riduzione della bolletta energetica).

Guarda il video su Second Life che illustra il progetto Big Green:



IBM E L’OPEN COMPUTING

Oggi, la tecnologia software continua il suo percorso di spostamento da infrastrutture su basi proprietarie a piattaforme aperte (Open).

Open Source, Open Standards e Open Architecture compongono il più vasto tema dell’Open Computing.

Open Computing, o semplicemente “Openness”, è il principio filosofico che descrive architetture, regole e pratiche che consentono all’ICT di connettere tecnologie, processi e persone, portando alle organizzazioni maggiore scelta, flessibilità, velocità nella costruzione di nuove soluzioni e nell’accesso alle risorse disponibili. Permette l'interoperabilità utilizzando le specifiche pubblicate di API (Application Program Interface), protocolli e formati di dati e file. Le specifiche devono essere pubblicate senza restrizioni che ne limitino l'adozione o che impongano il pagamento di royalty o altri diritti (salvo royalty ragionevoli per l'uso di brevetti essenziali).


Open Source

Open Source significa collaborazione. Più nello specifico, significa collaborazione pubblica su un progetto software.

Secondo l’Open Source Initiative (OSI), l'organizzazione che si dedica alla promozione di software Open Source: "L’Open Source promuove l’affidabilità e la qualità del software sostenendo l’evoluzione dei codici sorgenti. Per essere certificato da OSI, il software deve essere distribuito con una licenza che garantisca la possibilità di leggere, ridistribuire, modificare e utilizzare liberamente il software”.

L’Open Source è:

  • un tipo di licenza che privilegia i diritti degli utenti
  • un modo di sviluppare il software
  • una community aperta

La prima componente dell’Open Source è l’approccio al modo di “licenziare” il software: il software Open Source non è gratuito, condiviso o distribuito senza licenza, ma è distribuito in maniera differente rispetto al tradizionale software commerciale. Questo significa che la licenza che ne regola la distribuzione appartiene a una delle 60 licenze autorizzate dall’OSI - Open Source Initiative.

La seconda componente dell’Open Source è la metodologia di sviluppo, che utilizza il meccanismo della community e della revisione alla pari. Poichè il codice è pubblico chiunque è in grado di definirne la bontà ed eventualmente di migliorarlo. Questo promuove la meritocrazia tra gli sviluppatori

Infine, Open Source è una community aperta costituita da sviluppatori, utenti e partner: progetti come Linux, Apache, Eclipse e Mozilla offrono un terreno su cui tutti possono confrontarsi.


Open Standard

Gli standard aperti sono fondamentali per la realizzazione sia di software Open Source sia per quelli commerciali (private source).  

I requisiti perchè uno standard possa definirsi aperto sono 4:

         che sia adottato diffusamente e utilizzato da differenti vendors

         che sia sviluppato con prodotti disponibili sul mercato

         che abbia specifiche ben definite, manutenute e pubblicate con un processo senza restrizioni che ne limitino la realizzazione o che richiedano il pagamento di diritti d’autore

         che sia amministrato da un organismo indipendente, non legato ad aziende

Dal punto di vista del cliente, gli standard aperti offrono:

         la possibilità di scegliere il vendor migliore, evitando il lock-in da parte di un singolo fornitore

         flessibilità d’integrazione con infrastrutture IT, esterne e interne, già esistenti

         velocità di costruzione di nuove soluzioni basate su componenti multipli

         velocità di reazione a opportunità di business e minacce

Molto importante è lo standard che regola i documenti elettronici: OpenDocument Format (ODF) è un formato aperto per file di documento per il salvataggio e lo scambio di documenti per la produttività di ufficio come documenti di testo (come memo, rapporti e libri), spreadsheets, diagrammi e presentazioni. Questo standard è stato sviluppato dal consorzio di industrie OASIS ed è impostato su di una versione di XML creata originariamente da OpenOffice.org.

 

Open Architecture

 

L’Open Architecture abilita la costruzione di soluzioni debolmente accoppiate e riconfigurabili, che consentono la distribuzione dei carichi di lavoro tra i vari team all’interno e all’esterno dell’organizzazione e facilitano la collaborazione.


I numeri del mondo Open


Secondo uno studio IDC, l’ecosistema Linux crescerà annualmente del 25,9% fino a raggiungere  35,7 miliardi di dollari di fatturato alla fine del 2008. Dal 2000, Linux è cresciuto a un tasso annuo del 59%, mentre nello stesso periodo Windows è cresciuto del 4%. Inoltre, il 73% dei primi 500 supercomputer del mondo hanno Linux come sistema operativo.

Evans Data Corporation ha segnalato di recente che “il 61,5% degli sviluppatori intervistati dà il proprio contributo alla community”. Nel 2007, Linux ha superato Windows come sistema operativo per cui gli sviluppatori scrivono applicazioni. L’indagine ha concluso che Linux è il sistema operativo più sicuro, rispetto a Windows, Mac OS, e ad altri sistemi operativi. Un motivo è che l’81% degli intervistati ha affermato che i propri server non erano mai stati colpiti da attacchi di hacker.


La visione Open di IBM

IBM lavora su progetti Open Source da oltre 9 anni: il coinvolgimento dell’azienda è cominciato con l’apertura alla community di un progetto di ricerca all’interno di alphaWorks, il portale sulle tecnologie emergenti e sui prototipi sviluppati dalla comunità di sviluppo e ricerca IBM. Apache fu il primo grande progetto Open Source che vide il coinvolgimento di IBM, come contributore e come consumatore di tecnologia.

Oggi IBM è coinvolta in più di 150 progetti Open Source ed è il più grande contributore singolo ai progetti della community Open Source, avendo donato – dal 2005 - oltre 500 brevetti, da tutto il suo portafoglio.

IBM ha investito oltre 1 miliardo di dollari nello sviluppo di Linux: il Linux Technology Center IBM ha circa 600 ingegneri in 40 sedi in tutto il mondo, oltre 300 dei quali lavorano a tempo pieno su Linux, nell’ambito della community open source. IBM ha più di 7.000 consulenti esperti di Linux, a disposizione dei clienti di tutto il mondo per aiutarli a progettare, costruire e sviluppare soluzioni Linux.

IBM ha dato il via al progetto Eclipse nel 2001, donando il codice sorgente e istituendo l’Eclipse Foundation, che conta oggi oltre 120 membri. Negli anni successivi, IBM ha donato alla Fondazione una parte del Rational Unified Process, un modello di processo software che definisce un framework per lo sviluppo. Lotus Notes & Domino 8, l’ultima release del client/server di posta elettronica di IBM, è basato su standard aperti e sviluppato in ambiente Eclipse.

Nel 2007, IBM ha istituito Jazz.net, una community aperta e commerciale, che permette alle aziende di collaborare allo sviluppo della tecnologia basata su Jazz, rafforzando così il contributo del mondo Open Source ai cicli di sviluppo del software IBM.

Nel settembre 2007 IBM ha aderito a OpenOffice.org, la community open source che da anni lavora al progetto di una suite per applicazioni d’ufficio basata su standard aperti e che supporta il formato ODF, e ha contribuito rilasciando il codice sviluppato per Lotus Notes, tra cui quello della tecnologia iAccessible2, pensata per migliorare l'accessibilità dei documenti ODF da parte delle persone disabili.

Sempre nel settembre 2007 IBM ha lanciato Lotus Symphony, l’alternativa gratuita a Microsoft Office, basata su standard aperti  e che supporta il formato ODF, oltre ai formati proprietari. Symphony è stata scaricata da oltre 500.000 utenti in pochi mesi.

 

Comunicati stampa
Data Titolo
01 lug 2008 IBM: nuovi servizi di consulenza per aiutare le aziende a diventare più etiche
16 giu 2008 IBM e Tokyo Ohka Kogyo insieme per l’energia solare
11 giu 2008 IBM PROJECT BIG GREEN 2 METTE UN FRENO ALLA CRISI MONDIALE DI ENERGIA DELL’IT
12 giu 2008 IBM: ancora più efficace il software per la virtualizzazione dello storage
05 giu 2008 IBM raffredda i chip a 3-D con l’acqua
22 apr 2008 IBM per la Giornata mondiale della Terra
05 giu 2008 Da IBM nuovi prodotti per lo sviluppo del software

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Risorse aggiuntive

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PDF documents

Paper sull'impegno Green di IBM (in inglese)

La storia dell'impegno di IBM per l'Open Computing e l'Open Source