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IBM: dal 1971 un impegno costante a favore dell'ambiente e della salute di tutti

03 Ago 2007 - L’impegno IBM nel rispetto dell'ambiente e nel risparmio energetico risale al 1971, quando l’azienda di Armonk elaborò un regolamento interno dedicato all'impatto ambientale.

Oggi, i programmi di IBM di gestione dei problemi legati all’ambiente includono la definizione di obiettivi di efficienza energetica per tutte le attività della compagnia, con particolare riguardo alla efficienza energetica dei propri prodotti. Le politiche aziendali contribuiscono a ridurre le emissioni di gas-serra derivanti dai processi di produzione, incoraggiano l’impiego di sistemi di trasporto energeticamente efficienti, supportano i programmi di pendolarismo dei dipendenti e promuovono l’acquisto di energia rinnovabile. Tali acquisti di energia supportano lo sviluppo di tecnologie per la generazione di elettricità che hanno un impatto minimo o nullo sul fenomeno del riscaldamento globale e aiutano a ridurre anche le emissioni di anidride carbonica della compagnia.

Nel 1990 è stata una delle prime imprese a livello mondiale a pubblicare un Rapporto sull'ambiente, sulla sicurezza e sulla salute. L'obiettivo era creare un codice comportamentale che considerasse le conseguenze dello sviluppo produttivo sull'ambiente. Ma è stata anche la prima (nel 1997) a conseguire la certificazione di qualità, valida a livello mondiale, Iso 14001. In quell'occasione è stato formulato un testo di regole di condotta, cui tutti i dipendenti dovevano e devono conformarsi (Politica aziendale 139): linee guida volte al rispetto dell'ambiente in ogni attività svolta dall'azienda stessa, a partire dalla sicurezza sul luogo di lavoro.

Attraverso azioni per la conservazione dell’energia, effettuate tra il 1990 il 2005, IBM ha evitato l’emissione di quasi 9 milioni di tonnellate di CO2 e risparmiato 17.2 miliardi di kilowattora di elettricità. Queste azioni hanno ridotto o evitato di emettere già nel 1990 l’equivalente del 40% delle emissioni totali di CO2. Il nuovo obiettivo di efficienza energetica di IBM è di ridurre le emissioni di CO2 associate all’uso di energia del 12% entro il 2012 (a partire dal 2005).

Nel 1988 IBM è stata la prima azienda del proprio mercato a dichiarare l’impegno a una riduzione specifica delle emissioni di PFC. Il risultato è che tra il 2000 e il 2005 ha ridotto le emissioni di PFC del 58% e ha reso disponibili ad altre aziende del proprio settore la tecnologia messa a punto per raggiungere tali risultati.

L’Agenzia americana per la Protezione dell’Ambiente (EPA) e il Dipartimento dell’Energia (DOE) hanno assegnato a IBM il premio Green Power Purchasing 2006 per gli acquisti di energia da fonti rinnovabili negli Stati Uniti, inclusa energia elettrica prodotta da impianti eolici, solari e di biomasse e il Climate Protection Award 2006 per gli sforzi eccezionali compiuti per la protezione del clima del Pianeta. Come parte integrante del proprio impegno alla gestione del clima, IBM ha infatti acquistato 96.000 megawattora di Certificati per l’Energia Rinnovabile (RECs) e 13.704 di elettricità generata da turbine a vento, pannelli solari e biomasse. Si tratta del più grande acquisto da parte di una delle prime 10 aziende della lista Fortune 10, che fa di IBM il settimo maggiore acquirente aziendale di energia rinnovabile e certificati “Green-e” degli Stati Uniti. In aggiunta agli acquisti di energia verde negli USA, nel 2006 IBM ha anche comprato 180.000 megawattora di energia rinnovabile in UK e Germania e ha integrato il proprio portafoglio energetico per il 2007 in Australia e Olanda con acquisti di energia rinnovabile. Nel 2006 il 6% circa dell’energia utilizzata da IBM a livello mondiale è stata acquistata da fonti rinnovabili. (11 gennaio 2007)

L’EPA ha anche premiato IBM come una delle 20 migliori compagnie della lista Fortune 500 per le quali lavorare da parte di dipendenti pendolari. Ben 22 sedi IBM si sono qualificate per questo premio. Tra i vantaggi che IBM offre ai propri dipendenti pendolari vi sono: chioschi informativi, coordinamento dei trasporti, stazioni di mobilità, servizi di autonoleggio e molte altre iniziative. La società ha anche attivato un programma esteso di “lavoro a casa”, che consente ai dipendenti di svolgere dalla propria abitazione il lavoro d’ufficio, e un programma di “lavoro in mobilità”, che consente ai dipendenti di lavorare da casa per un numero prestabilito di giorni alla settimana. Oltre un terzo della forza lavoro globale di IBM (oltre 100.000 dipendenti) ha aderito a uno di questi programmi. Nei soli Stati Uniti, nel 2006, il programma “lavoro a casa” di IBM ha consentito di risparmiare oltre 30 milioni di litri di carburante e di evitare l’emissione di oltre 68.000 tonnellate di CO2. (26 Ottobre 2006)

IBM inoltre ha annunciato di aver destinato 1 miliardo di dollari all’anno e mobilitato tutte le risorse aziendali per aumentare in modo sostanziale il livello dell’efficienza energetica dell’IT. Il piano include nuovi prodotti e servizi che consentiranno alla stessa IBM e ai propri clienti di ridurre notevolmente i consumi di energia nei data center, trasformando le infrastrutture tecnologiche del mondo, pubbliche e private, in "green" data center. I risparmi previsti sono elevati: in un data center di circa 2.500 metri quadrati di superficie si potrebbe risparmiare fino al 42% sui consumi di energia. Se ci si basa sul mix energetico presente negli Stati Uniti, questi risparmi equivalgono a evitare l’emissione di 7.439 tonnellate di carbonio all’anno. L’iniziativa di IBM, col nome di “Progetto Big Green," si rivolge ai data center aziendali nei quali i vincoli e i costi legati ai consumi di energia limitano la possibilità di crescita ed espansione degli stessi. L’iniziativa comprende anche un nuovo gruppo di lavoro mondiale al quale partecipano più di 850 specialisti di efficienza energetica di IBM. (10 Maggio 2007)

IBM e l’associazione The Nature Conservancy stanno collaborando per conservare alcuni dei grandi fiumi del mondo attraverso progetti di conservazione scientifici associati a potenze di calcolo straordinarie. Nell’ambito della Great Rivers Partnership di The Nature Conservancy, le due organizzazioni metteranno a punto una nuova struttura di computer modelling che consentirà agli utenti di simulare i comportamenti dei bacini fluviali in tutto il mondo e quindi di fornire le informazioni di supporto alle decisioni politiche e di gestione per la conservazione degli ambienti naturali e per la tutela delle popolazioni che dipendono dalle risorse che da essi derivano. (24 Aprile 2007)

Nel 2006, nell’ambito degli sforzi di rinnovamento e riciclaggio delle proprie attrezzature a livello mondiale, IBM ha trattato oltre 45 milioni di tonnellate di attrezzature informatiche usate o superate. Di tutto questo materiale, ne sono state inviate meno dell’1% alle discariche. Le attività di riciclaggio di IBM sono indipendenti dai marchi di produzione e interessano attrezzature di tutti i produttori di IT. Oltre alle attività relative alle attrezzature IT, già dal 2005 la società ha iniziato a riciclare sofisticate apparecchiature mediche, quali le apparecchiature per risonanze magnetiche (MRI) e altri apparati per la diagnostica medica, che vengono riutilizzati, ricondizionati e venduti o affittati a ospedali e aziende sanitarie locali. Ogni settimana la divisione IBM Global Asset Recovery Services ritira oltre 40.000 pezzi di attrezzature IT dai propri clienti in tutto il mondo, inclusi server, PC, laptop, mainframe di ogni marca, e le ricicla o le ricondiziona in 22 siti sparsi nei 5 continenti. (20 Aprile 2007)

Come risultato dell’Innovation Jam (la più grande sessione di brainstorming on line mai organizzata prima d'ora da un’azienda, che ha riunito oltre 150.000 persone: dipendenti IBM e loro famigliari, università, business partner e clienti, appartenenti a 104 Paesi), IBM ha costituito una nuova divisione chiamata “Big Green Innovations", la cui missione è di anticipare i problemi ambientali che il mondo si troverà ad affrontare, sviluppare tecnologie e servizi innovativi e mettere a punto soluzioni adeguate attraverso l’innovazione collaborativa con clienti e business partner. Le prime quattro aree su cui si concentrerà Big Green Innovation, per far leva ed estendere ulteriormente i punti di forza di IBM sono: Gestione avanzata delle risorse idriche, Green Operations & Supply Chain, Energie Alternative e Modelling Computerizzzato.

Contatti

Paola Piacentini
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