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L’esperienza di IBM Italia al servizio della cultura: nuove tecnologie e nuovi modelli di fruizione.

 

IBM ha da sempre raccolto la sfida di mettere le proprie competenze distintive al servizio della cultura. In Italia, dove è elevata la concentrazione di beni culturali conservati, molti sono gli esempi di come le tecnologie hanno favorito nuovi modelli di fruizione e valorizzazione del Patrimonio storico artistico.

Nel marzo del 1987 il Governo Italiano chiama a raccolta il mondo imprenditoriale italiano per realizzare iniziative che, utilizzando le più avanzate tecnologie, favorissero la valorizzazione del Patrimonio storico artistico del Paese. In questa occasione IBM Italia e Fiat Engineering collaborano alla realizzazione del Progetto Neapolis che si propone di valorizzare il patrimonio ambientale ed artistico dell'area vesuviana. Il progetto produce una applicazione informatica integrata unica nel suo genere per la vastità del campo di osservazione, per la complessità tecnologica e per l’interdisciplinarità dei contenuti.

Per la catalogazione si procede con i materiali ritenuti a maggior rischio: dipinti e mosaici tutti fotografati, misurati, esaminati nel loro stato di conservazione ed immessi nel sistema informatico. L’esecuzione di un "fotopiano" permette di mettere in relazione le piante con i dati elettronici consentendo di localizzare non solo le pitture ed i mosaici all'interno delle singole regiones ed insulae, ma anche abitazioni civili, vani e pareti. Con la digitalizzazione di tutti i giornali di scavo dell'Ufficio Scavi di Pompei (conservati a partire dal 1862), si è poi agevolata la loro consultazione, consentita una lettura selettiva dei dati, e agevolato l’ingrandimento di parti di pagina per meglio interpretare la grafia originale.

“Le tecnologie dell’informazione – per loro natura lo strumento più potente a disposizione per analizzare e risolvere fatti complessi – possono dare un significativo contributo a far rivivere la quotidianità dell’antica Pompei nei suoi momenti pubblici e privati, di lavoro e di svago” sottolineava Ennio Presutti, Presidente ed Amministratore Delegato di IBM Italia all’epoca.

Gran parte del lavoro anche di simulazione e ricostruzione virtuale è stato visibile nella mostra Redicovering Pompeii, esposizione itinerante, inaugurata a New York nell’estate del 1990 nella prestigiosa sede IBM di Madison Avenue.

Nel 1996 IBM ed il Gran Teatro la Fenice di Venezia avviano una collaborazione per la progettazione virtuale delle scenografie che si è poi ulteriormente rafforzata nel 2002. In quell’anno prende il via Digital Sipario, un progetto di gestione degli assets digitali d’avanguardia per il controllo dell’intero ciclo di vita dei contenuti multimediali realizzati dal Teatro. Questa tecnologia consente al prestigioso Teatro veneziano di aprire le porte a una più ampia divulgazione dell’attività artistica e di contribuire alla preservazione di un ricco, ineguagliabile patrimonio culturale. La soluzione permette infatti al Teatro La Fenice di proteggere il proprio patrimonio artistico dal deterioramento, di rendere accessibile l’intera produzione artistica on line, di arricchire l’esperienza della fruizione artistica con collegamenti e approfondimenti legati al background storico e sociale sociale dell’opera d’arte, di consentire la visualizzazione dei contenuti artistici con le più avanzate tecnologie audio e video. Più di 30 le opere liriche fruibili liberamente on line arricchite da foto di scena e documenti di archivio.

“Le Fondazioni di Musica operistica e sinfonica hanno molti doveri – ricorda Giampaolo Vianello, Soprintendente della Fondazione Gran Teatro La Fenice – particolarmente importanti sono quelli che riguardano la diffusione e la circolazione di contenuti, la crescita della cultura musicale con un ruolo di educazione alla musica e in aggiunta la l’accesso ai contenuti audio, video e alla documentazione di archivio per i conoscitore della materia”.

Continuando a collaborare con i teatri dell’opera IBM Italia è stata pioniera nel 1999 con il progetto e-aida in collaborazione con l’Arena di Verona, per la prima volta infatti l’opera di apertura della stagione dell’Arena - Aida di Giuseppe Verdi per la regia di PierLuigi Pizzi - è stata trasmessa on line dimostrando che Internet può essere utilizzato per la diffusione e valorizzazione di ogni genere d'arte.

Gli IBMers italiani hanno da sempre partecipato ai progetti di ricerca internazionali in ambito culturale. Team italiani sono stati parte attiva di progetti di eccellenza, dalla realizzazione del sito web del Museo dell’Ermitage di S.Pietroburgo al Progetto Eternal Egypt dedicato alla storia e cultura egiziana.

Oltre all’impegno diretto di IBM Italia, nel nostro Paese è attiva da più di venti anni la Fondazione IBM Italia. La Fondazione IBM Italia ha in quest’area consolidato la propria presenza all'interno dello scenario culturale italiano. Oltre a formulare proposte progettuali per l'utilizzo innovativo delle tecnologie informatiche in questo campo e a realizzare prototipi di grande interesse, si è affermata come protagonista e partner di importanti momenti della vita culturale.