Il 2011 è stato un anno speciale. Ha segnato i 100 anni di attività della IBM.
Dal 1927, anno in cui ha iniziato a operare nel nostro Paese, la IBM Italia si è progressivamente affermata come un partner per l’innovazione vicino alle esigenze di clienti di ogni tipo e dimensione, condividendo con loro le sfide della competitività e contribuendo al loro successo.
Per la sua specificità, l’Italia riveste un ruolo strategico per la IBM. Il mercato italiano è diverso innanzitutto per la presenza di tante piccole e medie imprese, che esprimono una domanda di soluzioni frammentata ed eterogenea, e spesso di difficile interpretazione.
Un altro elemento di diversità è rappresentato da quelle doti di creatività che caratterizzano il modo italiano di fare business e che hanno fatto spesso del nostro Paese il “banco di prova” di tante iniziative sia tecnologiche sia commerciali che sono poi state estese con successo dalla IBM in tutto il mondo.
Storie locali
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Gli albori della linguistica computazionale e la più grande opera a stampa mai prodotta al mondo
L’italiano Roberto Busa è considerato il pioniere della Linguistica Computazionale. Nel 1946 propose alla IBM l’idea rivoluzionaria di avvalersi dei computer per lo studio dei testi, in particolare dell’opera omnia di San Tommaso d’Aquino. La IBM decise di scommettere sul futuro.
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L’esperienza di IBM Italia al servizio della cultura: nuove tecnologie e nuovi modelli di fruizione.
IBM ha da sempre raccolto la sfida di mettere le proprie competenze distintive al servizio della cultura. In Italia, dove è elevata la concentrazione di beni culturali conservati, molti sono gli esempi di come le tecnologie hanno favorito nuovi modelli di fruizione e valorizzazione del Patrimonio storico artistico.
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L’informatica si “distribuisce” e le piccole e medie imprese scoprono il computer
La seconda metà degli anni ’70 vede l’esordio di un insieme di strumenti e di tecniche noto come “informatica distribuita”. Un modo completamente nuovo di concepire il sistema informativo, che si propone di portare l’elaborazione dei dati a disposizione di quante più persone possibili.
Icone del progresso
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La Serie 700
La Serie 700
Gli anni ’50 misero la IBM, finora leader incontrastato del data processing, di fronte a sfide impegnative. Per battere l’Unione Sovietica il governo degli Stati Uniti chiese a 14 società di sviluppare i calcolatori elettronici. Erano in gioco il futuro e il prestigio della IBM, che rispose costruendo, nel 1951, il 701, il suo primo computer commerciale. La macchina stupì il mondo. La rivista Time scrisse che avrebbe “aperto nuovi orizzonti, elaborando rapidamente equazioni complesse che avrebbero aiutato a scoprire nuovi prodotti, a migliorare quelli vecchi e a trovare le migliori soluzioni di tutti i problemi”. Il presidente IBM Thomas J. Watson, Jr. disse che il 701 è stata “la macchina che ci ha fatto entrare nel business dell’elettronica”.
Alla fine degli anni ’50, il Banco di Roma installa, primo in Europa, il più potente sistema della serie 700.
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Il computer prende il volo
Il computer prende il volo
L’IBM ha lavorato per sei anni con l’American Airlines allo sviluppo di un sistema di prenotazioni per registrare e gestire più rapidamente le informazioni relative alle centinaia di passeggeri che volavano sugli aerei della compagnia. Il sistema fu un successo enorme, e sistemi simili furono in seguito venduti a Delta e Pan Am. Il Sabre consentì di trasformare in modo radicale non solo le prenotazioni aeree, ma anche la gestione dei ricavi, il trasporto merci, la tariffazione, gli orari e l’operatività. E, cosa più importante, il Sabre aprì la strada alle transazioni online in tempo reale – chiamate anche Online Transaction Processing (OLTP ) - una anticipazione degli attuali ATM e del commercio via Internet.
L’Alitalia, nel 1961, è tra le prime compagnie aeree europee a installare un sistema elettronico per la gestione del traffico passeggeri.
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L’ottimizzazione del sistema ferroviario
L’ottimizzazione del sistema ferroviario
Il primo cliente italiano, le Ferrovie dello Stato, si rivolge alla IBM nel 1928 per automatizzare i processi amministrativi. Il risultato sono un inventario delle parti di ricambio che riduce drasticamente gli sprechi e un’analisi statistica del traffico che permette di pianificare meglio servizi e risorse. Le ferrovie italiane furono una delle prime organizzazioni a sfruttare appieno i vantaggi delle capacità IBM di gestire su larga scala grandi volumi di dati. I progetti IBM hanno via via riguardato le reti ferroviarie di India, Olanda, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Cuba, Francia, Guatemala, Ungheria, Messico, Polonia e Jugoslavia.
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Un computer di nome Watson
Un computer di nome Watson
L’ultimo computer IBM - nome in codice “Watson” - sfrutta le più avanzate tecnologie per permettere al sistema di comprendere il linguaggio naturale. Integra capacità di calcolo parallelo e di analisi tali da consentirgli di emulare la mente dell’uomo nel comprendere il significato delle parole, nel distinguere tra contenuti rilevanti e non rilevanti, nel dimostrare, alla fine, di saper rispondere con sicurezza alle domande. Nel febbraio del 2011, Watson è entrato nella storia per essere stato il primo computer a partecipare e a battere i concorrenti nel popolare quiz televisivo Jeopardy!.
C’è anche un pò di “made in Italy” nello sviluppo di Watson: ricercatori dell’università di Trento hanno collaborato con il team di sviluppo IBM, grazie anche al supporto della direzione University Relations della IBM Italia.
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RAMAC
RAMAC
La prima unità a disco al mondo aveva le dimensioni di due frigoriferi affiancati. Conteneva 24 dischi che ruotavano a 1.200 giri al minuto, trasferendo 100mila bit al secondo. Era l’IBM RAMAC (Random Access Method of Accounting and Control), e consentì alle aziende di concepire i dati in modo completamente diverso – permettendo di mischiarli e confrontarli dinamicamente e ad ogni bit di informazione di essere letto e modificato con accesso casuale. Insieme con il nastro magnetico, il RAMAC del 1956 diede avvio di fatto all’industria dello storage.
Il cliente Apuzzo Assicurazioni è il primo cliente italiano – e uno dei primi in Europa – a installare nel 1959 il nuovo sistema.
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Brevetti e innovazione
Brevetti e innovazione
Con l’assunzione, nel 1917, di James W Bryce, ingegnere e inventore, Thomas Watson Sr. diede una chiara dimostrazione del suo interesse per la ricerca pura. Bryce e il suo team fecero della IBM un leader consolidato nel tempo nello sviluppo e nella protezione della proprietà intellettuale. Fino al 1929, il 90 per cento dei prodotti IBM fu il risultato degli investimenti di Watson in ricerca e sviluppo. Nel 1940, il team inventò un metodo per eseguire addizioni e sottrazioni usando i tubi a vuoto – una pietra miliare dei computer elettronici che avrebbero cambiato il business negli anni ’50. Il principio di usare l’innovazione per creare proprietà intellettuale ha dato forma alla storia della IBM.
Il laboratorio software di Roma fornisce ogni anno un importante contributo di brevetti ed invenzioni.
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